Stare bene

MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°3|dicembre 2016

L’impatto dell’influenza dei gruppi manipolativi nel contesto famigliare

Di Cristina Caparesi

L’influenza dei gruppi  manipolativi ha sempre un impatto importante sul contesto famigliare, sia se la famiglia è inserita nel gruppo, o se solo alcuni dei suoi membri lo sono. È un’influenza che si esplicita sulle relazioni coniugali/genitoriali attraverso l’ideologia, il sistema della leadership e il controllo. Infatti, quando la coppia si forma nel gruppo è quasi sempre soggetta all’ideologia e all’idiosincrasia del leader, e quando solo uno dei due aderisce, le continue richieste da parte del contesto rischiano di pesare sull’equilibrio dei coniugi e sull’educazione dei figli.

leggi l’articolo: L’impatto dell’influenza dei gruppi manipolativi nel contesto famigliare

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°2|agosto 2016

USCIRE DAI GRUPPI ESTREMISTI: IL LAVORO DEGLI OPERATORI

di Cristina Caparesi

Questa relazione prende spunto dalle attività degli operatori del Terzo settore che si incontrano regolarmente dal 2012 nel gruppo della RAN-EXIT della Radicalisation Awareness Network, provenienti da diversi Paesi del Nord Europa, per condividere le prassi consolidate o in via di consolidamento. Si tratta di operatori che collaborano con gli Enti preposti dei loro paesi, per gestire l’uscita di soggetti da gruppi fondamentalisti ed estremisti nei settori educativi, nell’assistenza psicologica e nella risocializzazione.

leggi l’articolo: uscire-dai-gruppi-estremisti

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°1|aprile 2016

SOSTENERE LE FAMIGLIE NEL PROCESSO DI RADICALIZZAZIONE VIOLENTA DI UN LORO CARO

Cristina Caparesi

Premessa

Le famiglie sono spesso chiamate in causa perché sono le prime ad accorgersi dei cambiamenti dei propri famigliari, ma non sanno spesso cosa fare. Possono essere degli attori chiave nella prevenzione della radicalizzazione e possono fornire un sostegno ai soggetti radicalizzati che cominciano ad alimentare dei dubbi o sono disillusi.

Il sostegno alle famiglie può avvenire a tutti gli stadi della radicalizzazione. Ad uno stadio precoce si possono affrontare le ansie dei genitori dinanzi alle vulnerabilità dei figli e si può creare un’atmosfera aperta in cui discutere le idee estremiste fornendo delle alternative positive. Quando i soggetti sono già stati coinvolti nel processo di radicalizzazione o finiscono in prigione per crimini collegati al terrorismo, le famiglie possono essere sostenute  e consigliate ed infine, successivamente al carcere, possono essere supportate nel re-integrare il loro famigliare in società. I famigliari dei foreign fighters dovrebbero essere ascoltati per conoscere le loro esigenze, sostenerli, consigliarli su come mantenere un contatto con i loro figli, aiutandoli a creare un ambiente positivo per il ritorno del loro congiunto.

leggi l’articolo: sostenere-le-famiglie-nel-processo-di-radicalizzazione-violenta-di-un-loro-caro

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°3|dicembre 2015

ATTIVITÀ DI ORIENTAMENTO, ASSISTENZA E CONSULENZA PER MINORI GRUPPO MANIPOLATIVO O SETTA COERCITIVA

Gonzalez-Bueso, V,: Cano, M; Santamaria, J:. Merino, L:. Montero, E.

La mia presentazione sarà incentrata sulla consulenza e aiuto che la nostra organizzazione offre alle famiglie con minori e agli stessi minori danneggiati dall’appartenenza ad un gruppo manipolativo o a sette coercitive.

I problemi trattati sono: il quadro giuridico, le modalità di ingresso o di permanenza di bambini e adolescenti nelle sette, la consulenza e l’intervento terapeutico ed educativo ed, infine, i problemi legali che incontrano gli specialisti clinici nel contesto di gruppi di manipolativi o sette coercitive.

AIS, Associazione che opera dal 1977, senza scopo di lucro, è parte della Rete sanitaria pubblica della Catalogna (Spagna) e lo staff del personale e degli psicoterapeuti è specializzato nella cura e consulenza ai famigliari e  agli ex membri di gruppi manipolativi.

leggi qui: Attività di orientamento, assistenza e consulenza per minori gruppo manipolativo o setta coercitiva

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°2|agosto 2015

TESTIMONIANZE DI EX ADERENTI A GRUPPI CON CARATTERISTICHE SETTARIE

Il seguente articolo dal titolo originale Textos Documental Sectas è stato pubblicato originalmente in versione spagnola e catalana presso il seguente link www.documental.aiiap.org. L’autore e l’ Asociación Iberoamericana para la Investigación del Abuso Psicológico (AIIAP) proprietaria della rivista TRAS|PASOS, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale.

Traduzione  non professionale di Giorgio Fabbro.

I gruppi con caratteristiche settarie sono gruppi molto complessi con una struttura gerarchica e piramidale, con la presenza di un guru carismatico che richiede (ai seguaci) devozione e dedizione; (il gruppo con caratteristiche settarie) è del tipo che sfrutta e che, in ultima analisi, può portare negli individui, a diversi livelli di danni emotivi, personali ed economici.

leggi qui: testimonianze_di_ex_aderenti_a_gruppi_con_caratteristiche_settarie

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°1|aprile 2015

RIPRENDERSI LA STORIA DELLA PROPRIA VITA DOPO L’ESPERIENZA SETTARIA

Di Greg Jemsek

Il seguente articolo dal titolo originale Reclaiming Life Stories After Cult Immersion è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 5| n° 2| 2014. L’originale si trova qui:

http://www.icsahome.com/articles/reclaiming-life-stories

L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale.

Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro.

Revisione di Cristina Caparesi.

Il ruolo delle storie è una forza potente nel dare un senso alla vita di una persona, sia essa finita in una setta o meno. In questo lavoro, esamino come le storie continuano ad avere un impatto sulla persona dopo che ha lasciato una setta. Esamino i modi in cui i fuoriusciti possono rivendicare la paternità delle loro storie di vita. Intraprendo questa indagine dal punto di vista della terapia narrativa, un approccio postmoderno che sottolinea come le interpretazioni, date da una persona, delle sue storie di vita chiamano in causa la scelta e la co-creazione. Quali siano le storie di vita che dovrebbero essere enfatizzate e quali trascurate è cosa che, in definitiva, dovrebbe riguardare il narratore. Le storie di vita tralasciate dai fuoriusciti sono state di solito sopraffatte dalle storie di sette dominanti e recuperare queste storie meno dominanti – soprattutto quelle che enfatizzano le iniziative della persona- sono un aspetto essenziale per poter vivere con successo la propria vita dopo essere usciti dalla setta. Questo successo dipenderà anche dalle capacità di ascolto degli altri e la creazione di ambienti sicuri in cui la riscrittura da parte della persona può essere fatta in assenza di manipolazioni. Se si possono creare questi ambienti, una persona può iniziare un processo di ricostruzione della sua identità in modo distinto da quello che era tenuto ad adottare quando era nella setta. Tuttavia, per ricostruire la propria identità, è necessario comprendere che l’identità deve essere scoperta e non adottata.

leggi qui: riprendersi la storia della propria vita dopo l’esperienza settaria

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 3- n°3|dicembre 2014

puzzle

RICOSTRUIRE IL PUZZLE

di Gillie Jenkinson

Pubblicato da British Association for Counselling & Psychotherapy (BACP). Questo articolo per la prima volta è apparso nell’inverno 2011 nell’edizione di Thresholds, la rivista trimestrale di BACP Spirituality, pubblicato da British Association for Counselling & Psychotherapy. 2014©’

Pubblicata in ICSA TODAY 5 n.2, 2014.

Traduzione non professionale di Caparesi Cristina

Ero davvero entusiasta quando, nella mia tarda adolescenza, scoprii il cristianesimo. Le persone che incontravo erano disponibili e molti  erano veramente gentili.  Il cristianesimo rispondeva a molti dei miei quesiti esistenziali ed emozionali ma, purtroppo, in quella fase della mia vita, non avevo ancora  imparato a pensare in modo critico, né venivo incoraggiata a farlo.

Non avevo vicino a me una guida che mi aiutasse a fare delle scelte sicure; anzi non pensavo di aver bisogno di stare attenta;  e la mia passione mi portò fino alla “comunità”  (di moda negli anni ’70) e in quella che, in ultima analisi, divenne un culto abusante. Come nella storiella della rana cotta lentamente in padella, nel momento in cui mi resi conto che stavo nell’acqua bollente era ormai troppo tardi per uscirne.

leggi l’articolo: ricostruire il puzzle

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 3- n°2|agosto 2014

STRATEGIE DI COMUNICAZIONE: LE NARRATIVE ALTERNATIVE E LE CONTRO-NARRATIVE

di R. Briggs e S. Feve

I  seguenti capitoli sono tratti dall’articolo dal titolo originale Review of Programs to Counter Narratives of Violent Extremism  pubblicato dall’Institute for Strategic Dialogue, che ne autorizza la traduzione e pubblicazione. L’articolo integrale può essere letto in lingua originale nel seguente sito:

http://www.strategicdialogue.org/CounterNarrativesFN2011.pdf

traduzione non professionale di Cristina Caparesi

LE FORME DEL CONTRO-MESSAGGIO

[si veda il cap. 3 dell’articolo originale]

Il termine contro-messaggio- online ed offline – si è affermato  in relazione ad una vasta gamma di attività di comunicazione, in molti ambienti dalla diplomazia e comunicazioni strategiche del governo a campagne mirate a screditare le ideologie ed azioni di estremisti violenti. Basato sulla revisione di progetti e programmi governativi e non, già esistenti, passati in rassegna in questa ricerca, il contro-messaggio è costituito da tre tipi principali di attività: comunicazioni strategiche di governo, narrative alternative e
contro-narrative.

leggi l’articolo: STRATEGIE DI COMUNICAZIONE

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 3- n°1|aprile 2014

L’ETICA DELL’EVANGELIZZAZIONE E IL RECLUTAMENTO SETTARIO

Di Elmer Thiessen

Il seguente articolo dal titolo originale The Ethics of Evangelism and Cult Recruitment è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 4| n° 3| 2013. L’originale si trova qui:  http://www.icsahome.com/articles/the-ethics-of-evangelism-and-cult-recruitment-thiessen-it-4-3

L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro, revisionata da Caparesi Cristina.

leggi: l’etica dell’evangelizzazione e reclutamento settario

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 2- n°3|dicembre 2013

RESISTERE ALLA PRESSIONE DI SCEGLIERE TRA GENITORI: UN PROGRAMMA SCOLASTICO

Di Amy J.L.Baker,Phd

 Il seguente articolo dal titolo originale Resisting the Pressure to Choose Between Parents: A School-Based Program è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 3| n° 1| 2012. L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro, revisionata da Caparesi Cristina.

 Introduzione

Un milione di bambini ogni anno diventano figli di divorziati. Molti di questi bambini affronteranno una qualche forma di conflitto di lealtà, definita come quella sensazione di dover scegliere un genitore anziché l’altro. Alcuni bambini esposti a situazioni di conflitto di lealtà possono soccombere alle pressioni di un genitore per essere alienati dall’altro. In questo contesto, l’alienazione si riferisce all’ingiustificato rifiuto di uno dei genitori e si differenzia dall’allontanamento volontario che si riferisce a quei bambini che sperimentano una breccia nella relazione genitoriale per ragioni che sono giustificate (quali un abuso o trascuratezza, o mancanza d’interesse da parte di un genitore) (Gardner,1988;Kelly e Johston,2001).Anche se i programmi sui bambini di divorziati sono stati sviluppati nel corso di vari anni, nessuno specificatamente si focalizza su questo particolare aspetto dell’esperienza di divorzio.

Il programma I Don’t Want to Choose (IDWTC) (trad. Non Voglio Scegliere) venne sviluppato quale strumento per professionisti della salute mentale, per i genitori  e le  scuole, allo scopo di aiutare i bambini coinvolti in conflitti di lealtà genitoriale a far fronte alla pressione di dover scegliere un genitore anziché l’altro.

I lettori di questa rivista potrebbero avere un notevole interesse nel  programma IDWTC  perché  è dimostrato che essere coinvolti in un conflitto di lealtà è simile ad essere in una setta.

leggi l’articolo: Resistere alla pressione di scegliere tra genitori_un programma scolastico

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 2- n°2|agosto 2013

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “CONTRO-NARRATIVA PER LA LOTTA AL TERRORISMO” E LA SUA PIATTAFORMA “THE TERRORISM SURVIVORS STORYTELLING”

di Luca Guglielminetti

In questi ultimi anni abbiamo osservato una crescente consapevolezza del fatto che la lotta al terrorismo risiede anche nel terreno delle parole, delle storie, delle  narrazioni e della propaganda che gli girare intorno. Se è evidente che il termine “terrorismo” è diventato parte del linguaggio del discorso pubblico di tutti i giorni a livello del contesto internazionale globalizzato, diventa, d’altra parte, assai rilevante stabilire quali storie prendono parte alla creazione della nostra idea di terrorismo. Infatti “le storie sono così importanti per strutturare il pensiero umano. (…) La maggior parte della nostra esperienza, delle nostre conoscenze e del nostro pensiero è organizzato come storie. (…) Le storie influenzano la nostra capacità di ricordare eventi, motivare le persone ad agire, modulano le nostre reazioni emotive agli eventi, danno spunto ad alcune euristiche e pregiudizi, strutturano le nostre capacità di problem-solving, e in ultima analisi, forse costituiscono anche la nostra stessa identità. “(1)

leggi l’articolo: Presentazione del progetto contro-narrativo per la lotta al terrorismo

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 2- n°1|aprile 2013

LABORATORI DI AUTODIFESA CONTRO LA MAGIA COMMERCIALE: UN PROGETTO NELL’ITALIA DEL NORD-EST

Caparesi Cristina[1]

Introduzione

Nell’anno 2007-2008 ho coordinato per l’Associazione di volontariato CESAP-FRIULI (ora S.O.S. Abusi Psicologici) due progetti sul fenomeno della magia commerciale in Friuli Venezia Giulia, che si sono realizzati attraverso due mostre interattive a Cividale del Friuli e Trieste. Le due iniziative, avviate attraverso due diverse sponsorizzazioni, si realizzavano con l’organizzazione degli eventi Trappole magiche svoltosi nella Chiesa Santa Maria dei Battuti presso il comune di Cividale del Friuli dall’8 al 16 novembre 2008 e Allarme maghi guru santoni svoltosi  presso la struttura Opera Figli del Popolo a Trieste dal 25 al 30 novembre 2008.

Partendo dal dato che vedeva il Friuli Venezia Giulia tra le regioni italiane interessate dal fenomeno della magia commerciale, e che la categoria del mago commerciale sconfinava anche in quella di guaritore e terapeuta [Messaggero Veneto, 2008], si è ritenuto utile ed importante attuare un progetto di prevenzione che informasse su un fenomeno presente sul territorio regionale e  sostenesse le vittime.


[1] Pedagogista, perfezionata in Criminologia e Sociologia della salute. Coordina il Punto di Ascolto per Vittime di Sette per l’associazione S.O.S. Abusi Psicologici ed i Punti di Ascolto Antimobbing delle Province di Udine e Pordenone.

leggi l’articolo:laboratori di autodifesa

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 1- n°2|2012

L’EMPOWERMENT E LE STRATEGIE DI COPING NELLE SITUAZIONI DI MOBBING

di Ballaben Paolo[1]

Abstract

L’articolo vuole essere un contributo sia teorico che pratico rivolto alle persone che sono soggette a continue vessazioni lavorative. Il mobbing è purtroppo una forma di abuso che si sta diffondendo sempre più in ambito lavorativo e si presenta in molti casi con un livello di criticità tale da mettere in crisi le persone ed i loro familiari.

La prima parte del lavoro descrive l’empowerment come un atteggiamento mentale, una mentalità utile ad affrontare il fenomeno mobbing descrivendone le componenti psicologiche. La seconda, analizza le strategie comportamentali considerate più efficaci da utilizzare quando si è vittime del mobbing concludendo con alcuni suggerimenti pratici da mettere in atto come autodifesa.


[1] Psicologo, Psicoterapeuta- consulente psicologico per il Punto di Ascolto Antimobbing della CISL-Provincia di Pordenone, e dello Sportello di Aiuto dell’Associazione SOS Abusi Psicologici.

leggi l’articolo: l’empowerment e le strategie di coping

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MANIPOLAZIONI  E VESSAZIONI Anno 1- n°1|2012

IL MODELLO DEL COLORADO

Di Carol Giambalvo[1] e Rosanne Henry[2]

Il seguente articolo dal titolo originale “The Colorado Model” è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 1| n° 1| 2010. Gli autori e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Cristina Caparesi.

Negli ultimi 16 anni, l’ICSA ha sviluppato un modello breve ma completo per il recupero dalle sette, che abbiamo chiamato Modello del Colorado perché è stato sviluppato ed affinato in quello stato. Questo modello è organizzato in laboratori che si tengono nel fine settimana; è aperto ad ex di sette distruttive che sono stati considerati adatti a parteciparvi. Il Modello del Colorado differisce da altri laboratori per la sua enfasi sull’educazione psicologica che si attua con l’aiuto di facilitatori che sono stati degli ex adepti a loro volta e che ora sono professionisti della salute mentale. Il gruppo di facilitatori ex-membri, forte delle importanti credenziali dell’esperienza nella setta e dell’addestramento clinico, attua un modellamento per un recupero sano e spesso istilla speranza a coloro che lottano contro il trauma delle sette.


[1] Direttrice dei Programmi di recupero dell’ICSA, Comitato Direttivo dell’ICSA

[2] Comitato Direttivo dell’ICSA , presidente della Commissione della Salute mentale dell’ICSA

LEGGI L’ARTICOLO: il modello del Colorado