La parola al professionista

MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°3|dicembre  2016

LA VALUTAZIONE DEL DISAGIO PSICHICO NEL CONTESTO LAVORATIVO

di Cristina Caparesi

Introduzione

La nuova concezione del lavoro si basa sul concetto di benessere, individuale e collettivo. La psicologia del lavoro studia la persona e la formazione dei gruppi all’interno delle organizzazioni, il funzionamento dei team, la natura delle organizzazione e delle relazioni tra persone e gruppi.

Ha un doppio vantaggio: psicosociale legato alla persona e ai gruppi ed economico-organizzativo legato all’azienda, in un dialogo tra istanze personali e organizzative.

Dal punto di vista psicosociale gli obiettivi sono:

-           migliorare la vita lavorativa e la qualità di vita dei lavoratori;

-           migliorare l’autostima;

-           innalzare le competenze professionali;

-           adottare stili di vita sani.

Dal punto di vista economico gli obiettivi si concentrano su:

-           aumento della produttività;

-           riduzione delle assenze per malattie e infortuni (ROI, results of investment);

-           aumento della competitività dell’organizzazione;

-           miglioramento dell’immagine istituzionale.

LEGGI QUI: la valutazione del disagio psichico nel contesto lavorativo

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°2|agosto  2016

L’EDUCAZIONE NEL CONTRASTO ALLA FORMAZIONE DEI RADICALISMI

Dott. Gianfranco De Lorenzo

L’educazione è un’opportunità straordinaria perché è proprio in questa tematica che si sceglie di legare le proprie sorti al successo o al fallimento dell’impresa educativa. Essa è quel processo fatto anzitutto di buone relazioni e di pratiche virtuose, di trasmissione (traditio) di un’interpretazione complessiva della realtà. Qui l’educazione si rivela come il caso serio per eccellenza: dove riesce, assicura un «essere-insieme» non una «convivenza» che mi pare un termine riduttivo e logoro che si è guadagnato l’ammirazione di tutto il mondo, ma quando fallisce, lascia il campo alle peggiori violenze.

Eppure — non è il caso di nasconderselo — l’impresa educativa è un po’ in affanno. Lo è certamente in Occidente, dove ormai si parla apertamente – ma non correttamente – di «emergenza educativa» e dove non di rado sembra smarrita l’idea stessa di educazione. Nella difesa della propria sovranità, un Paese dipende dalla capacità di produrre e assimilare conoscenze.

leggi qui: l’educazione_nel contrasto_ della formazione dei radicalismi

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 5- n°1|aprile 2016

DIALOGO E STUDI SUL SETTARISMO: PERCHE’ IL DIALOGO PORTA BENEFICI AGLI STUDI SUL SETTARISMO

Un messaggio dai Direttori dell’ICSA[1]

Il seguente articolo dal titolo originale “Dialogue and Cultic Studies: Why Dialogue Benefits the Cultic Studies Field” è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 4| n° 3| 2013. Gli autori e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la pubblicazione su questo giornale. Questa è una traduzione non ufficiale di Caparesi Cristina. Qualora ci siano dubbi o imprecisioni si prega di controllare anche la versione originale in lingua inglese che può essere trovata qui: https://drive.google.com/file/d/0B7gQLq25IOjMcEhXdm9QOXQ1VGs/edit?usp=sharing

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L’associazione internazionale di studi sulle sette (ICSA-ex American Family Foundation, AFF) (1) nei suoi circa trentacinque anni di storia, si è  sempre impegnata per la libertà d’espressione, libertà di pensiero(2), apertura e dialogo. Negli ultimi quindici anni, l’apprezzamento per questi valori è cresciuto grazie  all’ampia rete di comunicazione dell’ICSA. Questo cambiamento si manifesta in modo più evidente al congresso annuale dell’organizzazione, nella quale i partecipanti possono ora scegliere di accettare, rifiutare, o studiare una più ampia varietà di punti di vista di quanti fossero a loro disposizione 30 anni fa. Desideriamo riflettere su questi cambiamenti così che altri possano capire meglio e apprezzare il perché accogliamo con favore opinioni diverse e perché  possiamo onorare persone con punti di vista opposti(3).

[Nota del traduttore: in inglese esiste una differenza concettuale tra il termine “sect” e il termine “cult”, entrambi traducibili in italiano come “setta”. Il concetto espresso dall’inglese “sect” indica un gruppo minoritario staccatosi da una fede maggiore. Il concetto espresso dal termine “cult”, invece, indica un gruppo con certe caratteristiche di chiusura e di intransigenza che non necessariamente appartengono alla “sect”. In italiano la traduzione “culto” non ha lo stesso significato che in inglese. Il termine “setta”, originariamente un termine sociologico neutro dal significato etimologico di seco- intendendo formazioni religiose distaccatesi da chiese madri- e sector- la propensione a seguire un leader illuminato- oggi  nell’immaginario collettivo ha assunto un significato prevalentemente criminologico. La comunità scientifica, a seconda dei casi, utilizza termini quali Nuovi Movimenti Religiosi – NMR- o Religiosità. Questi termini, tuttavia, non riescono ad esprimere lo stesso significato del cult- gruppo con certe caratteristiche di chiusura e di intransigenza. In questo articolo utilizzerò, pertanto,  il termine setta e settarismi avvalendomi del suo originale significato neutro sociologico e prendendo le distanze dal significato criminologico attuale.]


[1] Almendros, C., Eichel, S.K.D., Giambalvo, C., Goldberg, L., Henri, R., Kropveld, M., Langone, M., Scheflin, A.W.

leggi qui: dialogo e studi sul settarismo_perchè il dialogo porta benefici agli studi sul settarismo

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°3|dicembre  2015

Il processo della famiglia ha il superiore interesse del Minore e ciò è affermato nella riforma del 2006, legge nr.54 (affido condiviso) e successivamente confermato con il Decreto Legislativo nr. 154 del 28 dicembre 2013 (revisione delle disposizioni in materia di filiazione). Questo l’elemento cardine dell’interesse del giudice nell’emettere il provvedimento di giustizia che andrà a regolare il contesto familiare.

In questa disamina analizzerò alcuni dei pronunciamenti più recenti in merito al principio su esposto incominciando dall’art. 337-ter del codice civile, dopo la riorganizzazione introdotta dal DLgs 154 del 28 dicembre 2013.

leggi: minori e alienazione_giurisrudenza a confronto

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°2|agosto  2015

La Orientaciòn: un gruppo settario pseudo-terapeutico estinto

di Josè Miguel Cuevas Barranquero (1)

Il seguente articolo dal titolo originale La Orientaciòn:Una extinta secta pseudoterapéutica è stato pubblicato originalmente in versione spagnola e catalana presso il seguente link: http://revista.aiiap.org/la-orientacion-una-extinta-secta-pseudoterapeutica/ . L’autore e l’ Asociación Iberoamericana para la Investigación del Abuso Psicológico (AIIAP) proprietaria della rivista TRAS|PASOS, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale.

Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro

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Lei non aveva alcun problema nel diagnosticare. Era come se un brutto giorno fosse caduto nelle sue mani un libro di psicopatologia, o meglio lo stesso DSM-III, o IV, per iniziare ad attribuire a ciascuno dei suoi allievi una malattia che lei riteneva appropriata in base ai suoi desideri, emozioni o in base alla sua “particolare” conoscenza della materia.

Così, arrivarono le “neurosi”, le “psicosi”, i “disturbi narcisisti della personalità”, “disturbi antisociali della personalità”, ecc… Queste etichette si convertivano in “autorità” che secondo lei manipolavano e controllavano la persona. Solo lei li poteva salvare dalle loro infermità, liberandoli da quelle visioni.

Lei li poteva orientare e guidare, determinando anche il più piccolo dettaglio della loro vita. Perché, come lei affermava, deviare dai suoi ordini, agire liberamente, equivaleva ad “agire nevroticamente” o “agire da psicotici” o secondo qualsiasi altra delle etichette che usava. Così il controllo delle loro vite era facile. “Io sono la professionista e mi dovete ascoltare se non volete finir male, o anche peggio, danneggiando chi vi sta intorno”.

leggi qui: la orientacion_un_gruppo_settario_pseudoterapeutico_estinto

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 4- n°1|aprile 2015

PERCHÉ LE SETTE SONO DANNOSE: SPECULAZIONI NEUROBIOLOGICHE SUL TRAUMA INTERPERSONALE

Di Doni Whitsett

Il seguente articolo dal titolo originale Why Cults are Harmful: Neurobiological Speculations on Interpersonal Trauma è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 5| n° 1| 2014. L’originale si trova qui:  http://www.icsahome.com/articles/why-cults-are-harmful-neurobiological-speculations–whitsett-it-4-3

L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale.

Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro.

Revisione di Cristina Caparesi.

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Durante i primi anni di psicoterapia, i modelli psicodinamici sono stati utili nella comprensione e nel trattamento dei problemi psicologici. Tuttavia, come il proverbio che se hai un martello tutto ti sembra a forma di chiodo, questi modelli sono stati talvolta applicati in modo inappropriato. Quaranta anni fa, per esempio, si diceva delle donne maltrattate che avevano un’inconscia predisposizione masochista alla punizione. Oggi, tuttavia, è ampiamente riconosciuto che, nell’attuale contesto, i fattori socio-psicologici possono meglio spiegare tale sconcertante tolleranza al dolore.

Ma anche i modelli socio-psicologici sembrano fallire come spiegazione di certi comportamenti associati ai traumi, tra cui le reazioni traumatiche che a volte i professionisti osservano tra gli ex membri di una setta e nelle donne maltrattate. Fin dal punto di svolta degli studi sull’attaccamento di Bowlby (Bowlby, 1969, 1973), un numero crescente di professionisti della salute mentale ha guardato ai concetti biologici per capire il trauma.

leggi qui: perché_le_sette_sono_dannose

 

MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 3- n°2|agosto 2014

DE-RADICALIZZAZIONE E SVINCOLO

di R. Briggs

Il seguente articolo dal titolo originale De-radicalisation and Disengagement  è stato pubblicato dall’Institute for Strategic Dialogue e può essere letto in lingua originale nel seguente sito:

http://www.strategicdialogue.org/POlicy_briefing__DeRadicalisation_and_disengagement_v1.4.pdf

traduzione non professionale di Cristina Caparesi

La de-radicalizzazione è un termine ombrello che vuol dire tante diverse cose a diverse persone[1]. Per motivi di chiarezza, questo rapporto adotterà la definizione di John Horgan[2] acquisita dal gruppo delle Nazioni Unite che lavora sulla Radicalizzazione e l’Estremismo che sfocia nel terrorismo, che distingue tra de-radicalizzazione e contro-radicalizzazione[3]


[1] International Crisis Group, “Deradicalisation and Indonesian Prisons” Asia Report n. 142,19 November, 2007, p.1

[2] Si veda John Horgan, “From Profiles in Pathways and Roots to Routes: Perspectives from Psychology on Radicalisation into Terrorism”, annals of American Academy of Political and Social Science (forthcoming); John Horgan “Deradicalisation or Disengagement? Perspectives on Terrorism”, volume II, issue 4; e John Horgan, “Individual Disengagement: A Psychological Perspective” in Tore Bjorgo e John Horgan (eds) Leaving Terrorism Behind, NY (New York/London: Routledge, 2009)

[3] First Report of the Working Group on Radicalisation and Extremism that Lead to Terrorism: Inventory of State Programmes, United Nations, available from: http://www.un.org/en/terrorism/pdfs/radicalization.pdf

leggi qui: DE-RADICALIZZAZIONE E SVINCOLO

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 3- n°1|gennaio 2014

DAI LORO FRUTTI LI RICONOSCERETE: COME BUONE E CATTIVE OPERE POSSONO INGANNARE- IL CASO DEI LEGIONARI DI CRISTO

Di Michael Langone

Il seguente articolo dal titolo originale By Their Fruits Ye Shall Know Them: How Good and Bad Works Can Deceive- the Case of the Legion of Christ”  è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 3| n° 3| 2012. Può essere letto in lingua originale qui:

http://www.icsahome.com/articles/by-their-fruits-ye-shall-know-them-langone-it-3-3

L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro, revisionata da Caparesi Cristina.

leggi: dai loro frutti li riconoscerete

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 2- n°3|dicembre 2013

Il seguente articolo dal titolo originale “Marriage After the Cult” è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 4| n° 2| 2013. L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Giorgio Fabbro, revisionata da Caparesi Cristina.

Molti autori hanno notato che spesso, durante il processo di reclutamento, viene creata una nuova personalità settaria che si sovrappone alla personalità che precedeva il reclutamento (Hassan,1988;Lifton,1961;Singer & Lalich, 2004; West & Martin, 1988).Così come per la maggior parte dei membri di una setta, anche le coppie sposate vengono indotte a sopprimere i loro desideri  e bisogni per quello che il Leader definisce “un Dio più grande”. Dopo che la coppia lascia il gruppo, il graduale scongelamento delle loro personalità settarie e il simultaneo recupero degli aspetti soppressi all’ingresso nella setta possono condurre a nuovi conflitti all’interno del matrimonio. Inoltre, sebbene gli ex membri sposati possano condividere  lo stesso tipo di difficoltà, ogni individuo della coppia le affronterà in modo unico e ciò dipenderà, insieme ad altri fattori, dalla struttura delle loro personalità pre-settarie, dal grado di supporto che ricevono da altri, e dall’influenza delle loro esperienze individuali all’interno della setta.

leggi l’articolo: matrimonio dopo la setta

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 2- n°2|agosto 2013

“Culti” e globalizzazione: riflessioni e domande

Il seguente articolo dal titolo originale Cults and Globalization: Reflections and Questions, ” è stato pubblicato su ICSA TODAY,  vol. 3| n° 2| 2012. L’autore e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Simonetta Po.

Rivisitazione di una relazione presentata al Simposio Internazionale di Studi Settari (Bangkok, Tailandia) organizzato dalla Graduate School of Philosophy and Religion Assumpion University (Tailandia) e dall’Istituto di Studi Religiosi, Accademia di Scienze Sociali, Shanghai, Cina, 15-16 dicembre 2011.

Di Mike Kropveld [1]

Nella mia presentazione odierna farò una carrellata delle definizioni della parola culto. Poi discuterò brevemente di danno e intervento.

Definizioni di cult (setta)

[Nota del traduttore: in inglese esiste una differenza concettuale tra il termine “sect” e il termine “cult”, entrambi traducibili in italiano come “setta”. Il concetto espresso dall’inglese “sect” indica un gruppo minoritario staccatosi da una fede maggiore. Si può dire perciò che il cristianesimo delle origini fosse una “setta” rispetto alla fede ebraica, maggioritaria in Palestina all’inizio dell’era cristiana. Allo stesso modo, il luteranesimo nacque come una “setta” del cattolicesimo. Il concetto espresso dal termine “cult”, invece, indica un gruppo con certe caratteristiche di chiusura e di intransigenza che non necessariamente appartengono alla “sect”. Questo articolo riflette sull’uso del termine “cult” e per comodità userò il termine italiano “culto” per definire ciò che nell’immaginario comune corrisponde al concetto di “setta”, un gruppo presumibilmente dannoso per l’individuo e la società.]

leggi l’articolo: culti e globalizzazione_riflessioni_domande

[1] Mike Kropveld è direttore di Info-Cult/Info-Secte

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI anno 2- n°1|aprile 2013

Come mai nella nostra moderna e avanzata società vi è un fiorire di maghe e stregoni che contano molti seguaci, tanto da riuscire ad organizzarsi, alcune volte, come gruppi coesi, in cui il mago si identifica con il leader indiscusso e i seguaci come adepti? Spesso, infatti, il potere esercitato è strutturato gerarchicamente  allo scopo principale di indurre un notevole esborso economico da parte dei sedotti.  Come è possibile che tali personaggi, spesso evidentemente poco credibili, affascino tanto le vittime da indurle a restare in gruppo? A quali necessità rispondono?

leggi l’articolo: Dinamiche interelazionali tra leader e adepti in gruppi disfunzionali

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI Anno 1- n°2|settembre 2012

LEZIONI SUL RECUPERO E LA RESILIENZA DEGLI ADULTI DI SECONDA GENERAZIONE

di Leona Furnari, Rosanne Henry

Il seguente articolo [titolo originale: Lessons Learned from SGAs About Recovery and Resiliency] è stato pubblicato su ICSA TODAY, vol. 2, n. 3, 2011, pg.2-9. Gli autori e l’International Cultic Studies Association, proprietaria della rivista, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Cristina Caparesi.

Premessa

Nell’autunno del 2005 l’ICSA cominciò a ricercare forme efficaci per aiutare quegli adulti che erano nati o cresciuti  in un gruppo settario, anche detti gruppi manipolativi, per aiutarli a recuperare da quello che potrebbe essere definito un trauma dello sviluppo. Sempre più adulti di seconda generazione (SGAs) stavano partecipando ai laboratori Icsa del Colorado [1]e continuavano ad insistere che i loro bisogni erano differenti da quelli della prima generazione di sopravvissuti. Venne commissionato un piccolo studio per valutare i problemi di chi era nato in un gruppo settario e delle loro famiglie. Nel 2006 usammo i risultati di questa ricerca per sviluppare un programma per il primo laboratorio di recupero dei SGAs, Sopravvivere e andare avanti dopo un’esperienza in un gruppo fortemente manipolativo. Questo laboratorio fu istituito grazie alla generosità della sig.ra Kelly McCabe.

leggi l’articolo: Lezioni imparate con gli Adulti di 2nda generazione sul recupero e la resilienza

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MANIPOLAZIONI E VESSAZIONI anno 1- n°1|maggio 2012

DIANA, LASCIARE LA SETTA: TERAPIA DEL GIOCO IN INFANZIA E TERAPIA DELLA PAROLA IN ADOLESCENZA

Lorna Goldberg- Preside della Facoltà, Istituto per gli Studi Psicoanalitici, Teaneck, New Jersey, USA

Il seguente articolo, dal titolo originale Diana, Leaving the Cult:Play Therapy in Childhood and Talk Therapy in Adolescence,  è stato pubblicato su International Journal of Cultic Studies, vol. 2, 2011. L’autrice e l’International Cultic Studies Association, proprietaria dello stesso giornale scientifico, ne autorizzano la traduzione e la pubblicazione su questo giornale. Traduzione non professionale di Cristina Caparesi.

Abstract

Questo lavoro presenta del materiale clinico secondo un approccio psicoanalitico[1] della terapia di una bambina di 8 anni, nata e cresciuta in una setta. L’autrice prende in considerazione in che modo la risposta di questa bambina agli eventi traumatici della sua esperienza settaria, abbiano influenzato la sua personalità in via di sviluppo. Le sessioni di terapia, accadute circa 30 anni prima, si svolsero con due cornici diverse:la terapia del gioco durata per due anni e la terapia della parola ripresa per un anno in adolescenza. La terapia del gioco si focalizzava sull’aiutare questa cliente a trattare alcune esperienze dolorose vissute nella setta e nella transizione al nuovo mondo. Più avanti la terapia della parola durante l’adolescenza sviluppò la sua abilità di far fronte alle difficoltà adolescenziali influenzate dall’esperienza settaria.


[1] La psicoanalisi può essere definita come “una specifica forma di psicoterapia individuale che si propone di portare elementi mentali inconsci ed elaborarli alla consapevolezza per espandere la comprensione dell’individuo, accrescere l’adattamento in sfere multiple di funzionamento, alleviare i sintomi del disordine mentale e facilitare il cambiamento del carattere e la crescita emozionale. (Consiglio di accreditamento per l’educazione psicoanalitica, inc. 2011)

Leggi l’articolo: DIANA, LASCIARE LA SETTA_ TERAPIA DEL GIOCO IN INFANZIA E TERAPIA DELLA PAROLA IN ADOLESCENZA